Parola ebraica traducibile in italiano con “Anima”, Nefesh sta ad indicare la base permanente dell’essere in divenire.

La Cooperativa Sociale NEFESH, con sede legale ed operativa in via Degli Oratori 18, CAP 42048 Rubiera (RE), telefono 0522/629601, fax 0522/628893, posta elettronica coop@nefesh.it, è l’ente gestore della Comunità pedagogico-riabilitativa “Casa della Carità” (CdC), struttura fondata da Don Lanfranco Lumetti il 10/02/78.

La Cooperativa Sociale Nefesh è stata costituita il 21/02/2000 ed è subentrata tramite cessione di ramo d’azienda alla preesistente Associazione Nefesh Onlus (a sua volta costituita il 12/05/1982).

La Coop. Soc. Nefesh è iscritta all'Albo degli Enti Ausiliari della Regione Emilia Romagna (Deter. n. 009877 del 16/10/00) in forza dell’Accreditamento Sanitario regionale conseguito (REG. PG 2007 n° 279379 del 06/11/2007), è convenzionata con l'AUSL di Reggio Emilia (Delibera n. 06/DS/083 del 31/05/06), è iscritta alla Camera di Commercio di Reggio Emilia (n. 231676), al CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità d'Accoglienza) ed al CEA (Coordinamento Enti Ausiliari della Regione Emilia Romagna).

La Cooperativa Sociale Nefesh gestisce sia servizi residenziali che territoriali. La sua esperienza nel settore dei servizi alla persona è nata e si è strutturata (diversificandosi negli anni) a partire dall’esperienza di Comunità della summenzionata “Casa della Carità”, che rimane il cuore pulsante ed il motore ideale dell’intero progetto Nefesh. Nello specifico, la Comunità tuttora dispone - in un complesso rurale articolato in spazi abitativi, terapeutici, lavorativi e di servizio, autorizzato al funzionamento dall’Amministrazione Comunale di Rubiera (determina 877/2005) - di 22 posti residenziali (femminili e maschili, con camere divise per sesso, fino ad un massimo di 6 posti letto), per  maggiorenni. Il programma pedagogico-riabilitativo che propone è rivolto alle problematiche della tossicodipendenza e dell’alcolismo, anche in esecuzione di misure alternative alla detenzione. Il funzionamento della struttura è garantito 24 ore su 24.

La convivenza comunitaria mira a: recuperare nell’ospite una dimensione di dignità personale, sviluppare la sfera relazionale,  accrescere e consolidare la competenza lavorativa (in un’ottica di socializzazione adulta), favorire la revisione dello stile di vita. In tal senso, la dimensione dell’accoglienza “mista” (per età, sesso, tipo di problema) aiuta a prevenire il ricostruirsi di ambienti esasperati dalla medesima problematica, a promuovere una solidarietà reciprocamente compensatrice fra i diversi tipi di difficoltà, sollecitare negli ospiti l'impiego delle energie residue provocandole alla condivisione, mediare le singole difficoltà con la costruzione di un ambiente di vita dove il confronto susciti coordinamento anziché esclusione.

La terapia pedagogica combina: igiene fisica e mentale, disciplina (moderata dai “Patti che fondano la CdC”), dialettica di gruppo, confronti individuali, lavoro produttivo, medicina di base, visite specialistiche, interventi dei Servizi pubblici di competenza, sostegno familiare, riabilitazione alla vita civile, educazione alla solidarietà, sollecitazione alla responsabilità (diffida ad adagiarsi nell’assistenzialismo), formazione alla libertà di coscienza.

Della CdC è Responsabile e Direttore il Dott. Gianluca Ruggerini (Presidente della Cooperativa Sociale Nefesh). Lo coadiuva un’equipe composta da operatori con qualifiche e livelli di responsabilità definiti dall’organigramma/funzionigramma interno. Ne è supervisore il dr. Giuseppe Cupello (Medico Psichiatra). Vi funziona un volontariato articolato e consistente, che garantisce il buon radicamento territoriale della struttura.