Cari volontari, militanti ed aspiranti,
come molti di voi sapranno, la Casa della Carità di S. Faustino di Rubiera (gestita dalla Cooperativa Sociale Nefesh) è una comunità di recupero che da più di 25 anni si occupa della riabilitazione e del reinserimento di persone particolarmente “problematiche”. Sollecitata dalle nuove emergenze sociali, ora, per poter continuare a dare risposte che siano ad un tempo solidali ed efficaci, la comunità sta cambiando e con essa le sue possibilità e le sue necessità: i fenomeni dell'alcolismo, della droga, del carcere e della sofferenza psichica sempre più si intrecciano e si sovrappongono all’interno delle stesse, tormentate vicende umane. Ciò comporta, per la Casa della Carità, un'intensificazione della collaborazione con il sistema dei servizi e dei controlli della Regione Emilia Romagna (attraverso un processo denominato “accreditamento”, le istituzioni ci richiedono una maggiore verificabilità del nostro lavoro riabilitativo). Indirizzandoci – volenti o nolenti - ad un’utenza più “complessa”, ci viene giustamente chiesto di incrementare anche la qualità e la preparazione del nostro volontariato. Rendervi più partecipi delle caratteristiche dei nostri ospiti ha per noi una doppia valenza: da un lato è un modo per ringraziarvi del generoso contributo che, con costanza e sacrificio, date alla sopravvivenza della casa, dall'altro è un’occasione per darvi dei piccoli strumenti che vi aiutino a condividere con noi l'esperienza di Nefesh.
Caratteristiche dei nostri ospiti:
il target dei nostri “ragazzi” comprende persone spesso conosciute dai servizi (servizi sociali del comune e/o dell’ausl) da anni, in particolare a livello provinciale (almeno il 70% dei nostri ospiti è reggiano). Hanno un’età compresa fra i 18 e i 65 anni, ma attualmente stiamo ospitando gente che non ha meno di 25 – 27 anni (età anagrafica....). Provengono da famiglie multiproblematiche che richiedono attenzione al pari degli ospiti.
A fronte di storie di vita dolorose, come quelle conosciute in passato, chi si rivolge oggi a noi è meno strutturato e motivato al cambiamento. Sempre più manifesta il disagio attraverso una maggiore trasandatezza, minore autonomia, minor senso di responsabilità. Tutto ciò perché, ad aggravare quadri già pesanti, sono spesso presenti grandi immaturità e limiti cognitivi: limiti primari (deficit intellettivi diagnosticati in età evolutiva) e/o secondari (compromissioni causate da esperienze di vita lacunose per effetto della continua e massiccia presenza di un filtro tra loro e la vita reale: droghe, psicofarmaci o alcool che siano).
Sono analfabeti delle emozioni naturali, “bambinoni” poco cresciuti con una scarsissima capacità di gestirsi un qualsiasi tipo di frustrazione: come educatori siamo quindi chiamati a trovare il punto di equilibrio fra comprensione ed incisività. ‘Na fatica! Ma la dignità umana va recuperata, PERCHE’ OGNUNO DI LORO, NEL SUO PICCOLO, QUANDO E’ SERENO SA DARCI MOLTISSIMO.
E’ una sfida immensa, soprattutto da quando la mancanza di Don Lanfranco ci ha inevitabilmente portato ad ingaggiarci come GRUPPO di operatori.
Abbiamo bisogno che ognuno di voi ci accompagni in questo progetto, il vostro sostegno è per noi vitale per non cadere nella tentazione di proporci solo come “erogatori di servizi”. Il volontariato ci sprona a rimanere saldamente legati alla gratuità delle relazioni (Anna Rompon, fondatrice della casa assieme a Don Lanfranco Lumetti, insisteva molto sull’importanza di questo messaggio). La vostra presenza ci rammenta che abbiamo delle responsabilità anche nei confronti di chi – come voi - ci circonda e ha sete di coesione sociale e di impegno per il prossimo in difficoltà.
Inutile dire che stiamo cercando di coinvolgere anche altre persone interessate al volontariato: in tal senso un vostro entusiastico passaparola potrebbe fare la differenza (soprattutto nel confermare che non c’è nulla da temere e nel dire che – per esempio - una notte al mese non comporta una radicale modifica delle proprie abitudini di vita).
Dal punto di vista logistico, il volontario notturno usufruisce di una camera singola, pulita e confortevole, dotata di letto, comodino, poltroncina, armadietto, attaccapanni. E' possibile utilizzare i servizi igienici ad uso esclusivo degli operatori.
Vi ricordiamo che la necessità notturna è solo quella di essere presenti, per avvertirci qualora ci fossero dei guai (molto rari). In caso di bisogno, l’operatore avvertito sarà lì in cinque di minuti. Per il resto, potete dormire tranquillamente.
Di solito le terapie che quasi tutti gli ospiti assumono sono sufficienti a farli dormire in pace. E’ quasi superfluo dirlo ma ribadiamo che, per questioni di ordine medico-legale, non vi è richiesto di dare farmaci a chi avesse problemi di ansia o insonnia o altro (salvo precise indicazioni di uno degli operatori). Non vanno quindi assecondate richieste improprie degli ospiti (dolci, telefonate, sigarette) perché i vostri principali interlocutori sono gli operatori in turno. Pur non rinunciando ad un approccio positivo con gli ospiti, vanno scoraggiate quelle che suonano come capricciose richieste di attenzione.
Quando venite a fare la notte è necessario:
- portare in camera il nostro cellulare acceso per garantire reperibilità alle forze dell’ordine;
- verificare che le porte d’ingresso e dell’ufficio;
- naturalmente è preferibile tenere chiusa anche la porta della stanza del volontario per non tentare i “sonnambuli” ad andare attorno alle vostre cose (anche se vi abbiamo assicurati);
- rimanere in comunità dalle 23.00 alle 6.00
Detto questo, ogni suggerimento, proposta, osservazione, richiesta di ulteriori informazioni e/o migliorie è gradito!
Volontariato diurno
La nostra attività di recupero, ovviamente, ci spinge a chiedere a chi ne avesse la possibilità collaborazioni anche diurne. E’ possibile infatti sostenerci venendo a fare con noi ore di lavoro nei laboratori interni (facili lavori di assemblaggio che si fanno comodamente da seduti, scambiando quattro chiacchiere e ascoltando musica), nei lavori di sistemazione e manutenzione della casa (tinteggi, piccole riparazioni, riordini, pulizie, ambiti in cui l’aiuto di qualcuno con un minimo di testa e di competenza è sempre molto gradito), nelle serre (in cui produciamo ortaggi biologici).
Molto apprezzata è anche la disponibilità dei volontari ad effettuare (con gli automezzi della Comunità) trasporti (accompagnare gli ospiti presso i vari presidi esterni, dal dentista all’otorinolaringoiatra, dal callista…) e commissioni (recupero medicine in farmacia, acquisti dal ferramenta….).
Nell’evidenziare l’enorme considerazione per il tipo di sostegno che ognuno si sente di dare alla nostra piccola, grande Casa, ringraziamo tutti.