LA RELAZIONE CON I FAMIGLIARI

I rapporti dell’ospite con i famigliari sono monitorati, al fine di intervenire correttivamente su eventuali dinamiche patologiche. In tal senso, la relazione con i parenti, quando le condizioni lo permettono, viene individuata come risorsa terapeutica da valorizzare (e da far maturare), non come semplice momento di svago (o peggio ancora occasione di “evasione” rispetto al percorso riabilitativo intrapreso). E’ compito dell’operatore di riferimento mediare in tale direzione, coinvolgendo i familiari – con colloqui - rispetto al percorso dell’ospite (modalità, obiettivi, criticità…). In ogni caso l’operatore si muoverà in relazione a quanto specificato nel Regolamento interno (“PATTI”), ove sono descritte le modalità di comunicazione con le persone esterne alla Comunità come segue:

- durante il primo mese, le visite dei parenti e degli amici sono permesse solo in situazioni particolari (problemi giudiziari, sanitari...) valutate dall’équipe

- successivamente, gli incontri sono di norma consentiti con frequenza mensile.

- per chi ha figli minorenni, le visite possono aver cadenza quindicinale; nel caso di situazioni già seguite dai Servizi sociali (es. Servizio minori e/o affidamenti congiunti) la Comunità, attraverso l’operatore di riferimento, collabora con assistenti e/o avvocati perché la relazione familiare, già istituzionalmente mediata, risulti sana e costruttiva

- le telefonate si fanno con le seguenti modalità:

a) ai familiari una volta ogni quindici giorni,

b) ai figli minorenni una volta alla settimana,

c) per contatti con amici e semplici conoscenti è invece preferibile scrivere.

I tempi e i modi delle telefonate sono monitorati dall’operatore di riferimento

- la corrispondenza è libera, ma va consegnata e ricevuta aperta. A propria discrezione, il responsabile della Comunità se ne riserva la lettura

- pacchi o regali non si possono richiedere o accettare dalle famiglie e dagli amici senza il permesso del responsabile della Comunità. Diversamente, qualunque “rifornimento clandestino” viene respinto oppure utilizzato in comune.