LE DIMISSIONI

Lo scopo della cura fatta in Comunità è riportare gli ospiti ad un soddisfacente equilibrio psichico, fisico e relazionale, giocato sulla ri-acquisizione di ritmi, stili e regole di vita strutturanti, nonché di contenuti esistenziali significativi. In un’ottica di responsabilizzante autodeterminazione, l’ospite è sollecitato  ad affrontare il proprio recupero non passivamente, ma criticamente, cioè con più coscienza e responsabilità di quanto è accaduto in precedenza. Ciò implica quindi una seria riflessione anche sulla procedura di dimissione, che gli ospiti sottoscrivono con il “Consenso informato”.

Esistono quattro situazioni per le quali l’ospite può uscire dalla Comunità:

1) Dimissione al termine del percorso riabilitativo

L’ospite può uscire perché si sono raggiunti gli obiettivi del progetto riabilitativo personalizzato. Allora la dimissione è approvata e si possono dare due diverse situazioni:

a) l’ospite ha raggiunto un sufficiente livello di autonomia. In questo caso, l’operatore di riferimento, con l’aiuto dei servizi di riferimento, lo sostiene nel cercare lavoro, casa e ambiente di vita, attivandosi anche con risorse proprie quali gli appartamenti del Rientro.

b) l’ospite, pur significativamente migliorato, continua ad essere lontano dall’autonomia. In questo caso, l’equipe interna, sollecitando tramite l’operatore di riferimento i servizi ad una nuova progettazione, valuta il passaggio dell’ospite a fasi successive in strutture intermedie (ad esempio gli appartamenti terapeutici) ancora ad elevata intensità trattamentale

2) Dimissione in caso di espulsione

L’ospite può uscire perché tiene comportamenti incompatibili con la convivenza comunitaria, che si intende tutelare da reiterati o gravi episodi di violenza, introduzione di sostanze stupefacenti, sistematica insubordinazione alle regole comuni. In questo caso, se la situazione consente di temporeggiare, l’operatore di riferimento contatta il servizio inviante per organizzare un trasferimento dell’ospite in altra sede (vedi caso 3), onde evitare che questi nell’immediato si ritrovi per strada senza appoggi.

3) Dimissione in caso di necessità di altre cure

L’ospite può uscire perché bisognoso di altre cure, in strutture diversamente attrezzate.

4) Auto-dimissioni

L’ospite può uscire perché si auto-dimette di sua iniziativa. Dopo un ultimo, doveroso confronto con l’operatore di riferimento sulle motivazioni della propria decisione, all’ospite è chiesto di avvertire personalmente, tramite telefonata fatta dall’ufficio della Comunità, i servizi e i familiari.

In caso di auto-dimissione (abbandono o fuga):

- i medicinali e i soldi in deposito non vengono consegnati direttamente all’ospite ma al servizio di riferimento o ai familiari

- prima della consegna dei documenti e degli effetti personali, l’operatore addetto alle pratiche d’ufficio chiederà all’ospite di firmare una “Liberatoria”. I bagagli custoditi presso il guardaroba della Comunità possono essere in seguito ritirati soltanto previa appuntamento telefonico o epistolare. Per le cose lasciate in disordine al momento dell’uscita, non si ammettono reclami.